L’inconsistenza della politica ed i mancati “intercettatori”

Dopo la tornata elettorale il clima nelle segreterie di quasi tutti i maggiori partiti italiani è da “si salvi chi può”. Le ultime amministrative sconquassano tutto ciò che ancora era  considerato  stabile e duraturo. Sono bastati i primi marosi a far capire ai nocchieri che la nave imbarca acqua. E quando ci si trova in queste situazioni,si sa che ognuno tenta di trovare una via d’uscita. Magari infischiandosene di cambiar posizione. Non rispettando strette di mano o dichiarazioni fatte il giorno precedente.

Emblematico tra tutti è il comportamento di Casini. All’indomani della delusione elettorale lo vediamo  salutare il Terzo Polo. Lasciare in mutande i compagni di cordata Fini e Rutelli, rei del tonfo elettorale. Per buona pace di tutti i commenti e gli appelli lanciati per mesi, urbi et orbi, che quella era la casa dei moderati. Luogo ed  esempio unici da seguire per ridare dignità, etica e credito alla politica. Recuperando insieme anime di centro e transfughi della vecchia balena che si erano spostati a destra ed a sinistra. Così, mentre manda il suo scudiero Cesa in Tv a commentare gli esiti dell’urna,  egli è occupato da mille pensieri. Che lo portano a metabolizzare una scomoda consapevolezza: la sua posizione non corrisponde più a quello strategico punto individuato e riconosciuto da tutti quale ago della bilanca di ogni  accordo/inciucio politico.

Il Pier si rende conto di aver perso lustro. Et voilà, esce dal cilindro la sorpresa. Rispolverare il cartello dei “moderati” pur sapendo che alcune sue vecchie pregiudiziali verso il Cav devono cadere. Ma poco importa.  E così tenta di convincere, inutilmente, Fini che la strada da seguire è quella che avvicina al PDL. Perchè solo in tal modo si può ricostituire una forza in grado di contrastare, nel contempo,  il vantaggio dato dai sondaggi al PD e l’avanzata di ciò che la casta politica definisce “antipolitica”. Strano Paese il nostro! Cosa non si fa per restare a galla e preparare la squadra alla partita del 2013. Ultima annotazione che, oltre a tanta disillusione, crea anche tanta tristezza. Nessuna di queste figure, simboleggianti  la politica italiana da decenni, a destra come a sinistra, si rende conto di cosa sia meglio fare a questo punto.

Ossia: cosa insistentemente il popolo italiano vuole. Svecchiamento, ricambio e nuovo modo di parlare agli italiani. E nuovo modo di gestire la cosa pubblica. Solo così si potrà ridare linfa alla politica. Altrimenti, se queste cariatidi continueranno ad imperversare indisturbate sulla scena politica, il canale d’Otranto diventerà molto più stretto. E ci farà avvicinare si all’Albania, ma anche e soprattutto alla Grecia.

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