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2014, nel segno della continuità

Con sempre maggior vigore continua l'impegno di Unione Popolare. Fatto, come sempre,  da battaglie volte all'interesse comune che, di certo, non hanno aspirazione o pretesa di cambiare, in breve tempo, la realtà italiana, ma di migliorarla sicuramente si.

Un Paese amministrato da politici dimostratisi restii ad una reale disponibilità  a procedere verso quelle fondamentali riforme di natura istituzionale e costituzionale  - di cui più volte abbiamo parlato - ormai divenute urgenti ed improrogabili per un Paese che, nella gestione pubblica, risulta essersi  incancrenito a tutti i livelli da interessi privati, corruzione e malaffare. Vittima di patologie lunghe decenni che ne hanno fortemente indebolito un pur forte metabolismo, del resto già avvezzo a tanti precedenti assalti e dai quali, anche se malconcio, si era sempre rialzato. Profondiamo il nostro impegno in quanto convinti che il Paese sia costituito, principalmente, da persone che si rimboccano le maniche e continuano a lottare, lavorando e non rassegnandosi ad una situazione tanto critica quanto irreversibile. Lo facciamo perchè questi cittadini li sentiamo al nostro fianco. E ci sentiamo di rappresentarli soprattutto perchè tutti insieme meritiamo  una situazione migliore, decisamente diversa da quella odierna, imposta da un Governo ed un Parlamento, già  dichiarati illegittimi e che immeritatamente ci rappresentano. Una inaffidabile classe politica  che, senza tagliarsi un euro del proprio stipendio, continua a chiedere sacrifici al popolo. Ultimi esempi la stangata di inizio anno e le tante beffe perpetuate attraverso il "milleproroghe".  Decreto prospettato alla vigilia come ricco di promesse  ma, dopo attenta analisi, risultato essere povero di concrete prospettive migliorative per la collettività. Naturalmente eccettuando le "solite, immancabili ed assurde" elargizioni verso attività finanziate solo per accontentare i tanti amici degli amici dei promotori che in tal modo continuano ad assicurarsi il proprio bacino di voti. Noi, come la maggioranza degli italiani, non condividiamo perchè riteniamo che i finanziamenti debbano servire:  a contrastare il crescente fenomeno della  disoccupazione giovanile e non; ad aiutare le tante piccole imprese costrette a chiudere l'attività, oppure a soccorrere i tanti alluvionati rimasti senza casa e senza la benchè minima tutela. Queste solo alcune delle priorità che  consideriamo realmente urgenti, Diversamente da finanziamenti assurdi e inopportuni, previsti per manifestazioni rispettabili, ma sicuramente non prioritarie, quali le celebrazioni per il settantesimo della Resistenza, che cadrà nel 2014 e che costerà ben 3 milioni di euro. Noi non ci stiamo.

Commenti  

 
0 #2 Sandy 2014-01-04 12:15
Purtroppo gli italiani non sono capaci di grandi rivoluzioni,pro testano, s'indignano e poi li votano......meno male che ci siete voi che ancora credete e lottate per un futuro migliore!
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0 #1 gigi 2014-01-02 14:54
Speriamo vi seguano in molti in questo programma.
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